Il Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana a Tor de’ Specchi, un gioiello al centro di Roma

Il Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana a Tor de’ Specchi, un gioiello al centro di Roma

Il monastero che è visitabile solo un giorno l’anno. Prossima apertura 9 marzo 2026

Roma, monache di clausura
Cortile

Roma. Il Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana (1384 – 1440), fondato dalla Santa, è situato ai piedi del Campidoglio, fra la basilica di Santa Maria in Aracoeli e il Teatro di Marcello. La Santa trasformò la sua casa in ospedale e si dedicò ad aiutare i bisognosi sopportando disgrazie e lutti familiari. Nonostante la sua carità e fede il demonio non smise mai di insidiarla. Parenti ed amiche l’aiutarono a riunire in una casa un primo gruppo di “oblate”, le cui norme di vita erano ispirate alla Regola di San Benedetto. La casa di Tor de’ Specchi divenne la loro residenza.

Monastero delle Oblate
Limonaia

Il progetto religioso della santa conciliava gli ideali monastici e i valori laici. Le Oblate, sebbene in clausura, avevano rapporti con il mondo esterno per compiere i loro atti di carità in favore dei più bisognosi. Nel Seicento la comunità contava fino a 138 oblate, molte delle quali appartenevano a nobili famiglie romane come gli Orsini, i Colonna, i Cenci, i Massimi, i Cesi e i Pamphilj. L’accesso all’area antica del monastero è in via del Teatro di Marcello n. 40. L’ingresso è segnalato da una porta sormontata da un affresco che raffigura la Santa con l’angelo e San Benedetto che affiancano la Madonna con il Bambino. Nell’atrio (una ex stalla) si trova ancora la vecchia mangiatoia (ricavata dal coperchio di un sarcofago romano) e utilizzata dalla santa per distribuire cibo e beni ai poveri.

Monastero delle Oblate
Oratorio, la Santa divide i pani per le consorelle che se ne saziano e ne avanza un canestro pieno

Attualmente dall‘ingresso, al civico 32, si accede alla parte più moderna del Monastero delle Oblate. Un cortile porticato, ornato con lo stemma di Monte Oliveto, conserva alcune lapidi, tra cui quella del padre di Santa Francesca Romana. Si trovano qui anche i resti della chiesa di Santa Maria Liberatrice al Foro Romano.

Monastero delle Oblate
Oratorio

Dalla sala dell’udienza si accede alla chiesa che è divisa in due parti, inferiore e superiore. In quella inferiore, detta Santa Maria de Curte o cappella di sotto, durante la Settimana Santa vengono esposti i parati seicenteschi originali fatti con intarsi di paglia. L’interno è a tre navate separate da pilastri. Nell’abside sono incastonate, nei riquadri incorniciati da stucco bianco e dorato, immagini che raffigurano la Presentazione di Gesù al Tempio e la Presentazione della Vergine (1662), mentre al centro si trova una Madonna con Bambino (XVII secolo). Nella parete di ingresso c’è ancora il catino dove, a tutt’oggi, viene preparato l’unguento miracoloso secondo la ricetta di Santa Francesca.

Monastero delle Oblate
Satanasso

La chiesa superiore (o Santa Maria Annunziata) particolarmente sontuosa celebra il ricordo del giorno dell’inaugurazione del monastero che ebbe luogo proprio nel giorno della festa dell’Annunziata e presenta un atrio con affreschi del Settecento, un soffitto ligneo intagliato e un pavimento in marmi policromi.

Monastero delle Oblate

Le prime Oblate, volendo perpetuare la memoria della Santa, commissionarono gli affreschi dell’oratorio, dal magnifico soffitto ligneo, con la vita di Santa Francesca Romana. Il ciclo narrativo, attribuito ad Antoniazzo Romano (1435 – 1508?) e terminato nel 1468, è composto da 25 scene. Ogni affresco riporta una didascalia in volgare romanesco dell’epoca e attesta il rapporto della santa con la città. L’ultimo di questi affreschi riporta anche 1468, l’anno in cui furono probabilmente eseguiti. Questi dipinti sono anche una importante testimonianza della vita a Roma nel Quattrocento.

Oblate

Le scene rappresentate negli affreschi sono i miracoli della Santa. S. Francesca Romana riceve dalla SS. Vergine le Regole della Congregazione; la Santa incontra sul ponte un uomo col braccio troncato da un colpo di spada; la Santa guarisce con un unguento il piede troncato di un mulattiere; Francesca che guarisce il mutismo di Camilla Clarelli toccandole la lingua con un dito; Jacobella, figlia di Gregorio Lelli, portata a braccia dalla Santa è guarita da quest’ultima; la Santa che distribuisce ai poveri il vino di una botte e da questa continua a sgorgare vino; S. Francesca restituisce un bambino vivo alla madre che involontariamente l’aveva soffocato nel sonno; la Santa ritrova il granaio pieno sebbene l’avesse donato tutto ai poveri; Francesca guarisce Stefano gravemente ferito alla testa toccandogliela e la Santa che risana la gibbosità di Tommaso Clarelli.

Oblate

Ancora gli altri miracoli: la Santa risana il capo sfracellato di un cavaliere che era stato malmenato; il 1° marzo 1433, in una visione, Francesca viene attirata dalla Madonna sotto il suo manto e le sue figlie sono accettate come Oblate di Maria; Francesca cura Paolo ferito con nove coltellate con il suo unguento apposto con il segno della croce che gli rimane per sempre impresso sul ginocchio; in estasi la Santa riceve da Maria il Bambino Gesù tra le braccia; la Santa si ferma in una vigna, cade in estasi in ginocchio dentro l’acqua di ruscello ma quando si rialza è asciutta; il Redentore prende per la mano destra S. Francesca durante un’estasi; un tale che aveva perso una gamba viene guarito dalla Santa con il suo unguento e a S. Francesca, durante una meditazione, appare il figlio Evangelista morto di peste nel 1411 accompagnato da un angelo.

Monastero delle Oblate
Scala Santa

Gli altri miracoli: un globo luminoso appare sulla testa di Francesca mentre riceve l’Eucarestia; la Santa divide i pani per le consorelle che se ne saziano e ne avanza un canestro; il 9 marzo 1440 dopo il Vespro il Signore viene a prendere l’anima di Francesca; la Santa risuscita Paolo affogato nel Tevere; Francesca ha sete e in una vigna appare miracolosamente una vite con 9 grappoli e il 12 marzo il corpo della Santa rimane esposto in S. M. Nova e accadono molti miracoli per sua intercessione. Non manca la rappresentazione dell’Inferno con un accattivante Satanasso.

Roma, monache di clausura

Il refettorio, con affreschi che hanno per oggetto la Roma seicentesca, conduce alla cella dove la santa visse dal 1436 al 1440, anno della sua morte dove sono conservati alcuni suoi vestiti. Il ciclo di affreschi monocromi del refettorio è particolarmente interessante. Il loro colore è verde penicillina (come quello di alcuni licheni che crescono sui tronchi degli alberi. I riquadri, con didascalie sottostanti, raffigurano le tentazioni della Santa. Durante la meditazione compaiono a Francesca tre demoni (uno dalla forma di leone, uno di drago e uno di serpente). Gli spiriti maligni con serpi nella mano destra colpiscono Francesca. Demoni con nervi di bue flagellano la santa. La Santa vede il demonio in forma di serpente e mentre lo stringe fra le mani questo si trasforma in una bestia a sette teste, ma appare San Paolo a difendere la santa.

Roma, monache di clausura
La Santa vede il demonio in forma di serpente e stringendolo fra le mani questo si trasformò in una bestia a sette teste, ma apparve San Paolo a difendere la santa

Francesca incontra tre demoni vestiti da sacerdoti che la beffeggiano. Un angelo fa a pezzi un demonio in forma di serpente mentre un demonio in forma di leone sbarra il passo alla santa. Un demonio spinge alle spalle la santa su un cadavere in putrefazione. I demoni strappano i libri di devozione di Francesca a la spingono fuori su un mucchio di cenere. Il demonio dall’aspetto di S. Onofrio invita Francesca al suo eremitaggio per dissuaderla dal fondare la sua congregazione. Sette demoni dall’aspetto di pecorelle lodano le virtù della santa, lei li beffeggia e loro si trasformano in lupi tentando di divorarla. L’artista che ha dipinto il ciclo ha una mano sicura ed esperta. Sopra la porta una scritta raccomanda il silentio ed è incisa la data 1485.

Ricami in paglia
Ricami in paglia

La serie di affreschi sarebbe di pochi anni dopo il ciclo dell’Oratorio dipinto da Antoniazzo. Forse è lui stesso l’autore o qualcuno della sua scuola oppure si tratta di una talentuosa suora? Il raro accesso al monastero rende difficile lo studio degli affreschi, che forse una rivelazione documentaria ne potrebbe svelare l’autore. I parati con ricami di paglia del Seicento, esposti in occasione della Settimana Santa, sembrano incredibili per fattura e conservazione. Il Monastero delle Oblate è dotato anche di una Scala Santa affrescata. Sbirciando da una finestra chiusa si vede una magnifica limonaia, di cui si possono acquistare i profumati limoni non trattati, oltre all’unguento.
Il 9 marzo di ogni anno, il monastero, di stretta clausura, apre al pubblico in occasione della ricorrenza della morte della Santa e dell’antichissimo rito della Benedizione dell’Unguento e delle fettucce per le donne prossime al parto. Non prendete impegni il 9 marzo 2026!

Informazioni

Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana
via del Teatro di Marcello, 32 Roma
Visitabile soltanto il 9 marzo di ogni anno
ingresso gratuito

Antonella Cecconi

Viaggi-cultura dipendente. Amo raccontare luoghi, persone, arte e culture. Innamorata dell'orizzonte non potrei vivere senza nuove destinazioni, arte, mare e la mia porta per l'altrove: i libri. I regali più graditi: un biglietto per un viaggio o un libro. Segni distintivi: una prenotazione in tasca, un libro nell'altra e un trolley accanto al letto. antonella@nomadeculturale.it

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